10 gennaio 2009

Gossip in seggiovia

Aveva detto che le piacevano gli uomini.
Poi ha conosciuto lei. 

Aveva detto che dopo di lei non avrebbe amato più.
Poi ha conosciuto l'altra.

Aveva detto che non avrebbe mai convissuto.
Oggi ha ufficializzato. Si trasferisce a casa dell'altra.

Bah. Lesbiche. 

9 gennaio 2009

Uomo, prova a prendermi

E' sempre una questione di pari opportunità mancate.
Le discriminazioni tra uomini e donne esistono, e sono le più subdole e disparate.

Tra cui il fatto che in piscina, i pallanuotisti maschi possono nuotare senza cuffia e le pallanuotiste femmine (tra cui, provate a indovinare, me), no.

Cuffia. Silicone, gomma, stoffa, gialla, bianca o nera.
L'importante è che comprima per bene la scatola cranica.

Sulla mia, c'è scritto "catch me if you can".
 

8 gennaio 2009

Trentatré

Ho una disfunzione a un organo dell'apparato digerente, che è causa di qualche fastidio e di un numero imprecisato di strette di mano con dottori.
Luminari, possibilmente. 

L'ultimo lo vado a trovare durante le vacanze.
Tra una visita tra un parente e l'altra, quella dal dottore.

Un simpaticone, lo definirei.  

"Dunque ti sei trasferita a Milano", esordisce, guardando la cartella che gli ho portato.
"Sì"
"Che città di merda, eh?"
"Beh, in realtà a me piace. Senz'altro più di questa..."
"Impossibile. No, davvero impossibile."
"Ma..."
"Devi essere innamorata. Eh, sei innamorata?"
"Beh..."
"Solo l'amore per un uomo può tenerti lì, a Milano"

Si toglie gli occhiali. Per fissarmi meglio.

"O per una donna. Sì, una donna."

Mi stendo sul lettino.
Basta chiacchiere, passiamo ai fatti.

7 gennaio 2009

Memoria digitale

Mi ricorda, con un trillo, che la sua memoria è piena.
Oltre il 95% dello spazio per gli sms occupato, dice il cellulare.

Diligente, vado a cancellare i messaggi più vecchi. 
In giacenza da tempo quasi immemore.
A quanto pare un anno esatto.

Non dovrei ma lo faccio.
Leggo il più vecchio. 
Data 5 gennaio 2008.

"Ciao amore, come stai? Meglio? Ti ho comprato il Benagol, poi te lo porto. Oggi è venuta a nuotare X. Le ho detto che andiamo a vivere insieme e era tutta felice. Anche io lo sono. A tra poco amore mio, ti amo".

Letto ed eliminato. All'istante.

A cosa serve tutta questa memoria?

6 gennaio 2009

Befana a chi?

A Milano centro nevica. E tanto. 
Tanto che i dietro casa mia, nel parco delle Basiliche, i bambini sono arrivati alla fase carota dei pupazzi di neve.
Tanto che i caffè sono rimasti chiusi e ho dovuto rinunciare all'orzo in tazza grande del buongiorno.
Tanto che sto ascoltando "Have yourself a merry little Christmas" per approfittare al meglio dell'atmosfera.
Tanto che l'idea di dover lavorare non mi pesa più del giusto necessario, tanto lo fo da sotto il piumone.
 
E la neve mi fa compagnia dalla finestra. 
Buona befana dunque.

 

4 gennaio 2009

Gerusalemme! Gerusalemme!

Poi ho visto Gerusalemme. Dall'alto.

In quel momento esatto è scoppiata la guerra. 
Ce lo hanno detto gli arabi, con le saracinesche tirate giù. Sciopero, solidarietà alla morte e tante lacrime negli occhi.

Ce lo hanno detto gli israeliani. I militari, con la sigaretta accesa, il fucile a tracolla, e qualche piercing, ad ogni angolo della città. 
Con i loro controlli continui, una pretesa sempre umile. E con il loro pessimo accento.

"Tùrist? Yà, ok. Go, go."

Gli occhi asciutti. Non possono permettersi di piangere. Hanno 18 anni. 18. E sono in guerra. 

A Gerusalemme non ho corso. Sarebbe stato un rischio vero. 
Io che il rischio lo corro, sì, ma se riesco a tenerlo tutto in una mano.

 



3 gennaio 2009

Ho corso


Con il mare in tempesta, sul lungomare di Tel Aviv. Per un attimo ho rivissuto Miami.

All'alba, lungo le mura della città fortificata di Akko. Il Libano a pochi chilometri.
 
La notte di Natale, intorno al lago di Tiberiade. Pioveva. 

Lungo la statale 90. Che nasce in Israele, continua in Cisgiordania, terra che attraversa con disinvoltura, troppa, e torna in Israele. Al sicuro. 
Perchè se hai un Ipod in mano, e le scarpe firmate, e i pantaloncini corti, e il capo scoperto, quando corri in Palestina le chiappe le tieni strette.

Sulla riva del mar Morto, 400 metri sotto il mare vero, con un occhio (e l'altro pure) alle montagne della Giordania illuminate dal sole.
E di questa meraviglia ho fatto il bis.

Poi.