10 febbraio 2009

Upside Down

Le stagioni non sono più quelle di una volta.
A Milano c'è il sole. Aria secca e tersa.
Piove nella città in cui sono nata, dove il sole splende per definizione.

I premier non sono più quelli di una volta. 
Cercano di sovvertire la costituzione nottetempo.
E di fregare con un colpo solo la legge, l'etica e il sentimento.

Gli ordini professionali non sono più quelli di una volta.
Hanno aperto la porta alla tecnologia.
E la domanda di ammissione all'esame di stato si invia in pdf.

Le ragazze non sono più quelle di una volta.
Le bionde sono simpatiche.
E mi ritrovo a pensare per più di una volta al giorno alla stessa persona. 

9 febbraio 2009

Nghè

Faccio rimbalzare il pupetto sulle ginocchia.
Sussulta, singulta. Sputacchia e sorride.

"Vorresti dei figli?", chiede il mio amico, e padre del pupetto.

Guardo il bavosino, che nel frattempo ha fatto un ruttino e ci penso un attimo.

"Certo. Cioè, non ora, ovvio. Magari tra dieci anni, o quindici per stare sicuri, ma sì. Vorrei essere madre".

"E come lo fai un bambino? In provetta? E lo cresci con due mamme? Oppure mamma e zia? Oppure mamma e amica di mamma? E la figura maschile? E gli amici all'asilo? Non sono meglio i metodi naturali?"

Troppe domande senza risposta.

Nghè.

6 febbraio 2009

Quotes

Scrivono, su Panorama,  che fare coming out in Italia è Tabù.

Che i gay, sempre quel 10%, non lo fanno spesso.
(Io direi abbastanza).

E lo scrittore Giartosio fa pure una metafora. 
"Fare coming out è come perdere la verginità. Più passa il tempo, più è difficile".

Stress, piccoli traumi, bullismo omofobico.
O ancora pensieri di morte, suicidio.
Problemi in famiglia, discriminazioni.

Fidanzate amiche e fidanzati immaginari.
(Io direi ridiamoci su).

Il migliore resta Sandro Penna.

"Felice chi è diverso essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune".

5 febbraio 2009

Gaussiana

Il ciclo totale dura 48 ore.

Ingoio la pillola e in 2 ore inizio a sentire gli effetti.
Prima, lenta e costante, sale l'energia. 
I muscoli sono carichi, hanno voglia di contrarsi, di esplodere.

Dura poco, troppo poco.
Perchè la sostanza si fa strada tra i tessuti.
Perchè la sento procedere, strisciare.

E lì sono dolori.
No, non in senso figurato.

Mi devo spesso fermare, respirare col diaframma e aspettare che passi.
Dolore subdolo e bastardo, che limita la libertà e rallenta i gesti.

Poi passa, certo, striscia via come la coda della gaussiana.

Ma l'ora della nuova pasticca è già arrivata.





4 febbraio 2009

Hotline

Al momento mi è sembrato divertente.

"Cerca di pensare straight, agire straight. Essere straight", mi dicono al telefono.
Che per loro vuol dire lineare. Chiaro. Diretto. Trasparente. 
Uno più uno, due.

"Non sono straight, sono gay", rispondo.

Mi è sembrato divertente per un attimo soltanto.
Quanto è bastato per rompere l'uovo.
Dall'altro lato silenzio.

"Come non detto, andiamo avanti. Era una battuta, così. Avanti".

L'uovo è schiacciato.

Però era divertente, no?

3 febbraio 2009

Mosca

E' iniziata a ronzarmi in testa così, senza preavviso.
L'idea, probabilmente malsana, di fare un tatuaggio.

Lasciare un segno indelebile sulla pelle.

Non so dove, 
non so come, 
non so perché.

Direi nero, direi piccolo.
Nessun nome, nessun ricordo.



2 febbraio 2009

Hard sun

Tre quarti della mia vita stanno percorrendo l'Autostrada del Sole, invasa da nebbia e neve, in direzione Roma.

Un macchina grigia, al volante mia madre, carica di libri, che sfreccia, noncurante del tempo, a 140 chilometri orari.

Un distacco forte. Fortissimo.

Mi resta al fianco solo un quarto, fatto di speranze, progetti, sogni a metà perché indefiniti.

E l'ultimo libro di Larsson.