Proviamo a salire di una generazione.
Nonni e coming out.
Se i genitori sono urla, i nonni sono silenzi.
Se i genitori sono divieti, i nonni sono assensi.
Se i genitori sono muri, i nonni sono curve.
Ma soprattutto parole mai dette, tese come corde che si stanno per spezzare alle spalle del discorso.
Mia nonna, quella parola, lesbica, non l'ha mai pronunciata. E' lì, nell'aria.
Sospesa.
Per fortuna c'è quel simbolo su cui può sfogare ogni ansia, tristezza e frustrazione.
L'orecchino.
Spaiato, a sinistra.
Un anellino quasi invisibile, a dire la verità.
"Ti identifica, Gaia. Ti ghettizza", parte ogni volta.
"Va bene, lo so come sei, che non avrai un ragazzo, che le donne. Ma ti supplico, toglilo", ritenta.
"Non devi nasconderti, non devi essere fraintesa. Ma non esibita". E tre.
Poi fissa il lobo, fissa dritto.
L'orecchino, da anni, resta là.
Da anni, con le parole della nonna incastrate nel cerchietto.