22 maggio 2009

In basso, a destra, edit, save

Giuro che dopo il quarto relatore mi stavo per addormentare.
E se sei là, su uno scomodo sgabello a fare la velina presentatrice, può essere un problema.
Il rischio è di cadere dal trespolo.

Poi ho passato il microfono alle signore.
Una e una, due.
Belle, brave, potenti, scosciate e fighe.

Ed è stato tutto un friccicorio women power.
E' proprio vero che le donne sono il meglio.
Fuori, ma anche dentro al lavoro.

E intanto, porca miseria, compio 24 anni.
Merda.

21 maggio 2009

Comme un boomerang

L'atteggiamento Out & Proud a volte ti si ritorce contro.

Che tutti sappiano che sei Gaia di nome e di fatto ha, di certo, i suoi pregi.

Nessuna paranoia e tanto senso di coerenza quando ti guardi allo specchio, in primis.
Gli amici non ti cercano il fidanzato, tua nonna non crede tu sia zitella, puoi piangere sulla spalla della mamma le pene d'amore, poi.

Ma.

A volte è un po' pesante, si deve ammetterlo.
Gli stereotipi sono duri a morire e le frecciatine difficili da dribblare.

Poi ci sono i grattacapi quelli seri.
Come quello che mi tormenta da qualche giorno.
E che compromette sonno e sogni notturni.

3 persone diverse (3!), di ambienti diversi, che non si conoscono, che mi conoscono, che conoscono il mio disorientamento sessuale, mi hanno detto:

"Sei molto più donna ultimamente, stai diventando una signorina. Ci devi dire qualcosa?"


19 maggio 2009

Tentazioni primaverili

Fa caldo.
Molto caldo.

Ho risposto no, non li ho tagliati.
E non li ho tagliati.
Ma la tentazione è forte. 
Dopo anni, forse 2, forse più, i miei capelli si lasciano legare, e creano un codino piccolo piccolo.

Da samurai biondo.
Fa quasi tenerezza.
E ogni vetrina di parrucchiere è una tentazione.

Fa un caldo incredibile, in questa stanza che guarda a Ovest.

E guardare le foto di Alexandra Hedison (non quelle che ha scattato lei, ma quelle che hanno scattato a lei) non aiuta.


18 maggio 2009

Omofobia, beviamoci su

"Gira a destra, gira a destra! No, non è infrazione, sicura. Dai, che sono in ritardo. Ok, mollami qua. Ecco il casco, grazie. Grazie, a dopo".

Ritardataria giustificata (c'era il giro d'Italia e Milano è un bordello budello), mi preparo a onorare la giornata mondiale contro l'omofobia.

A Milano si fa così.
Ci si mette un cencio in bocca, ci si siede per terra tutti vicini all'angolo di Piazza Duomo, e si contano 30 minuti di silenzio.

Bavagli finiti (segno di successo, no?), a bocca asciutta, libera, ma serrata mi siedo nella massa.
Trenta minuti sono lunghi, soprattutto con il grugno.

Ma in tanti paesi i gay sono vittime, discriminati, reietti. 
E il silenzio, o quasi, ci sta.

A bassa voce.
"Lui è un mio collega, ci siamo trovati qua".
"Ah, piacere. Gaia. Ciao"
"Ciao, Andrea"
"Lei è la mia migliore amica, Paola, che sta con Stefania"
"Piacere"
"Piacere"
"Siamo con loro, due compagne di università"
"Ciao, ciao"

Trenta minuti sono lunghi, ma passano.
Bavaglio e grugno, via.

Ora onoriamo l'omofobia come piace a me.
Chiacchiere e risate.

Aperitivo, vecchi e nuovi amici invitati.


17 maggio 2009

Basics

Pronta a uscire.
Vestita per il giorno di festa.
Gli abiti buoni, della domenica.

Maglietta XL.
Jeans XL, calano, senza cinta.
Felpa con allegato cappuccio XL.
Occhiali da sole XL.

La biancheria non credo serva, di domenica.
L'Ipod sì.

Benedica.

15 maggio 2009

Chicken run

Quando la sofferenza è talmente intensa da trasformarsi in un dolore concreto, fisico, riflesso su testa, cuore, gambe, braccia e pancia, Internet appare, ed è, il tuo peggiore nemico.

13 maggio 2009

Mulino Bianco

"Tirami il dito...", lui
"No, no!", io
"Dai, se lo tiri faccio un rutto...", lui
"No, no!", io
"Dai, gusto pan di stelle...", lui
"Ma guardati, sei tutto sporco di Nutella!", io
"Puliscimi. Basta una leccatina...", lui
"Non ora, fai il bravo. Devo prepararmi, sono già in ritardo!", io
"Dai, tira il dito...", lui
"No, no e no!", io

La moka sbuffa.
Caffè e bando alle ciance.

E' tempo che io e mio marito ci si tolga i boxer, ci si metta i pantaloni, e si vada al lavoro.

Bello avere un amico al tuo fianco, appena svegli.