30 luglio 2009

I maschi

E così, dopo avermi raccontato che è calabrese, che vive a Milano da sei anni dove è arrivato per seguire una donna ("oggi non lo rifarei neanche per la Bellucci"), che la crisi economica è tutto terrorismo sociale, che andrà in vacanza con la sorella ("brava donna, non ha mai trovato marito"), che la più bella città del mondo è Roma, che vorrebbe smettere di fumare ("ma come si fa, la vita è già così difficile"), il tipo con le forbici in mano che mi sta risistemando la cespugliata in vista del calore di Ferragosto, interrompe per un istante il monologone, mi guarda e fa:

"Scusa, ma perché sei venuta in un barbiere per soli uomini?"

Paranoia. Inizio a sudare freddo. Anzi, caldo.
Sarà mica che le lesbiche sono attratte istintivamente dal "pour homme" anche in questo?
Un po', sì, mi preoccupo.

"Ma, è scritto da qualche parte?"
"Certo, fuori"
"E grave?"

"No! Te lo chiedevo perché hai fatto un'ottima scelta. Si sa, i barbieri tagliano meglio anche le donne, hanno più esperienza nei capelli corti. Non sanno fare le messe in piega, ma non mi sembra sia il tuo caso. Invece, i parrucchieri per donne tagliano malissimo gli uomini e..."

29 luglio 2009

Ironic

Ma cosa aveva mangiato da piccola Alanis Morissette che aveva già capito tutto nel 1995?

27 luglio 2009

One

Ricorre oggi il compleanno del mio primo amore.

Io, 17.
Lei, 30.

Esplosione nucleare controllata.
Passione raffreddata con il ghiaccio della paura.

Io, inutile dire di cosa. Di tutto.
Lei, di farmi male. Di rompermi.
Una bimba alla prima esperienza è una cosa delicata.

Comune, dell'età.
Quel 3, sì. Fa paura.

La separazione è stata fisiologica.
Delicata come la nostra storia.

Descrescendo di appuntamenti, telefonate e sentimenti.

Ci sentiamo ancora, una sola volta l'anno. E' tradizione.
Il giorno del suo compleanno, oggi.


23 luglio 2009

Roma 2009

Lo so che sapete che ci sono i mondiali.
Vi vedo, lì, tv accesa e occhio marpione, a seguire le gare di tuffi, nuoto, nuoto sincronizzato e perché no, da ieri, nuoto in acque libere.

Bicipiti, deltoidi, occhi sotto sforzo, (tette).

Io, personalmente, preferisco la pallanuoto.
Mi immedesimo non di poco nelle sette che escono dall'acqua fino alle anche, caricano con la spalla e sfondano la porta.

E me le vado a vedere dal vivo, con la mia di squadra.

Tv spenta e occhio marpione, a seguire le eroine piacevolmente strizzate in copricostumi inelastici.

22 luglio 2009

Momenti di gloria

Non di rado, apprezzo e ringrazio che una buona parte dei miei colleghi sia gay.

Questa coincidenza allenta sensibilmente la pressione concorrenziale che si concentra su "quella" del secondo piano, dove ha sede un'agenzia pubblicitaria.

Carina, carinerrima, mora, simpatica.

I nostri scambi avvengono in ascensore e le parti del dialogo possono essere invertite senza rischio di compromettere la veridicità.

"Vacanze?"
"Tra poco"
"Lavoro?"
"Tantissimo, fine luglio e nessun accenno di rallentamento"
"Meglio così"
"Meglio così"

Quando vado via, la sera, a volte (poche ma speciali) mi saluta agitando la manina attraverso la vetrata del secondo piano.

Carina, carinerrima, mora, simpatica.
Impegnata.






20 luglio 2009

Minkiate (conversazioni tra ironiche sconosciute)

"Lavori da Ikea o da Brico?"
"Da Ikea. Le lesbiche bionde lavorano lì"
"Giusto. Da Brico ci sono le lesbiche more"

"Ero appunto da Ikea l'altro giorno"
"Potevi venire a salutarmi"
"Come ti riconoscevo?"
"Partiamo dal fatto che sono bionda"
"Magra consolazione"

"Poi le occhiaie. Sono 4 giorni che non dormo"
"Cosa fai la notte?"
"Sogno di dormire"

"Io anche non ho dormito stanotte"
"Perché?"
"Ero ubriaca. Troppo per poter prendere sonno"

"Amore?"
"Cosa? Ho paura della parola amore"
"Per l'alcool"
"No, odio. Sono astemia"
"Amore e odio. Fratelli gemelli"

17 luglio 2009

Tied up

Non c'è verso.
Il nodo della cravatta non lo so fare.
Inutili gli sforzi di mia madre ("tesoro, prima sotto poi sopra"), di amici vari ("cioè, na cagata"), di internet.

Eppure, quando andavo in barca a vela, la gassa l'ho imparata e quella c'è, anche a occhi chiusi.

Comunque sia, la cravatta, al mio collo non s'annoda.
E oggi, che per lavoro ho dovuto interpretare un uomo, eccomi a supplicare un nodo a colleghi imbarazzati.

Ora che ce l'ho, non lo sciolgo mica.