31 gennaio 2012

La sensibilità che aiuta a saltare la fila alle Poste


Mattinata in Poste Italiane.
Appena dopo un cappuccino bollente, piena tradizione tricolore.
Non serve quello che in gergo viene definito il “radar” per localizzare il puntino gay appena passato tra le porte scorrevoli.
Piacevole distrazione dall’attesa dei (circa 70) numeri che precedono i brevi momenti di gloria allo sportello.
Si avvicina alla macchinetta elettronica, e succhia via un biglietto da ogni pulsante.
Titolare Poste Pay, cittadino ordinario, spedizione pacchi postali voluminosi.
Di questi tempi in fondo...

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DNA omosessuale, 1 su 10 ce l'ha

In una metropoli europea come Milano, la decisione del sindaco Giuliano Pisapia di allargare il fondo anticrisi di 6 milioni alle coppie di fatto, omosessuali e non, non dovrebbe fare notizia. Figuriamoci raccogliere critiche.
Ma siamo in Italia. E la firma della delibera che permetterà, anche, alle coppie gay di ricevere gli aiuti previsti per i cittadini in difficoltà per l’acquisto o l’affitto di una casa, è stata accolta dalle polemiche dell’opposizione e dai titoloni di alcuni quotidiani...




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30 gennaio 2012

Blog

Qualcuno l'ha definito un giorno storico per la cultura lesbica italiana.
Tanta roba.

Allora eccoci.
10% debutta su Linkiesta.
Sapete che non lo faccio con leggerezza ma ecco a voi il link.

Ma per fare storia serve altro.
Arriva anche LezPop (tenetevi questo).
La cultura pop in salsa lesbica, che riporta nero su rosa gossip, politica, vita & curiosità.

E ora, via... andate a continuare la lettura altrove.

28 gennaio 2012

Convalescenza

Mia mamma non si arrende e torna all'attacco.

"Tesoro, cosa ti preparo a pranzo? Cosa ti farebbe piacere? Le cotolette?"
Infingarda. Le cotolette piacciono a lei.
Dal letto, mi difendo con lo sguardo.

"Ok, ho capito. Compro le mele. Ma uno cosa deve fare se ti vuole fare felice cucinando? Che non mangi la pasta, non mangi il riso, non mangi la carne e il pesce, la focaccia... Una mamma come fa?"

Alzo le spalle.
"Ok dai, poi ti compro una vaschetta di gelato".

La mamma è sempre la mamma.





20 gennaio 2012

Cultura

Continuo a ripetermi che il problema e' solo che sono inglesi.
Con qualche australiano in mezzo. Poverini.

Festa aziendale dell'anno. Festa in maschera. Maschera anni '70.
Come se qualcuno, negli anni '70, andasse in giro con delle parrucche viola in testa.
E con gli occhiali da sole a forma di cuore. E con le pallette stroboscopiche in miniatura attaccate all'orecchio destro.

Noi si, ovviamente. Si avvicina il capo dei capi, birra in mano destra, vino rosso in quella sinistra. Inglese.
"Well done. Very well done," mi sorride e passa oltre.

Poi c'e' la cultura italiana.
Si avvicina il collega di Pordenone, vino rosso in una mano, altro vino rosso nell'altra.

"Carina sei! Come sta la tua ragazza?"
"Meglio di noi. Sul letto a mangiare tortilla chips e guardare serie TV"
"E perche' non l'hai portata stasera? Le avrei chiesto un ballo. O magari a tutte e due, io in mezzo".

Continuo a ripetermi che il problema e' solo che sono italiani.

13 gennaio 2012

A volte ritornano

Ancora sotto i ferri.
E tutto per uno stupido incidente, 6 (dico sei) mesi fa.

Ma nella vita si devono vedere i lati positivi delle cose.
I due interventi passati mi hanno dato l'occasione di ammirare il Salento dalla terra ferma senza dover soffrire le scottature di chi si espone al sole, di provare gli oltre 20 menu offerti dagli ospedali inglesi ai pazienti ricoverati (e il delizioso succo d'arancia), di farmi comprare dalla mamma un intero set di boxer da uomo con i robotini disegnati sopra.

Cerco di immaginare i vantaggi di un nuovo tour in sala operatoria, oltre all'ebbrezza temporanea dell'anestesia.
I giorni fuori dall'uffico no, non valgono, ma proprio neanche un pochino...

06 gennaio 2012

MI5

Vivo con una spia.
Lavora per l'intelligence inglese, ma cosa faccia di preciso nessuno lo sa.
Ha l'aria un po' maschia, quasi a suggerire un passato lesbico. Nessuna conferma.
Maneggia con altrettanta destrezza il martello e il ferro da stiro, all'occorrenza risponde in francese o in farsi, parla inglese con perfettamente incompresibile accento di periferia degradata.

Fa capire con frasi abbozzate, in codice delle spie, che tra qualche mese ci lascia per trasferirsi in Afghanistan.
Ce lo aspettavamo.
Viaggia spesso per lavoro, per sviare i sospetti sulla destinazione mette nello zaino abbigliamento polare e da deserto.
La incontro stamattina sulle scale. Esce al buio per abitudine.
Abito lungo nero, giacca elegante, zaino da campeggio sulle spalle. Campeggio scout di 15 giorni.

Partita per la Scandinavia, di ritorno presto.