17 febbraio 2012

Terza etá

La terza etá deve essere protetta dal cambiamento sociale?
E se sì, dico io, perché?
Ammetto che messa così sembra un discorso piuttosto noioso.
Ma ecco la questione in salsa arcobaleno.

Il mondo cambia, cambia tanto che Google nel suo doodle a San Valentino ci ha messo pure i gay, ma la fascia della popolazione con i capelli grigi viene tenuta protetta da questa evoluzione (che di rivoluzione proprio non si tratta).


E mi sa che la mia famiglia su questo fronte fa caso comune.
A tavola con la nonna nei giorni di festa, mia madre accusa sempre strani pruriti quando si parla delle mie relazioni sentimentali.

“Non fare venire alla nonna strani colpi”, sembra dire con gli occhi attraverso la tavola.
“Non fare venire alla nonna strani colpi”, mi dice a parole in cucina, quando dal dolce si passa al caffé.

Poi ieri sera, al telefono...

3 commenti:

kirsebær ha detto...

anche nella mia famiglia la terza età viene difesa con la scusa che: proprio non fa parte del loro modo di pensare...

Daffodils ha detto...

Sono anziani, mica scemi.
Secondo me molti genitori proiettano le loro paure, paure del chissà cosa pensa la gente, e pensano che i vecchietti siano rinco e vanno mantenuti nella loro innocenza... ma vaaaaa.
Io avevo una nonnina che era molto ma molto più avanti dei suoi figli, ed era lei la prima a sostenere e difendere i gay.

Gaia ha detto...

Le nonne sono grandi. Le mie lo sanno eccome.

Una, silenzio assenzio.
L'altra, accetta, proclama, e intorta la mia ragazza con discorsi improbabili.

Unico punto debole. Quell'orecchino all'orecchio...