19 novembre 2008

Post con dedica

Nei fumi dell'alcool, con le chiappe ghiacciate sul motorino lanciato al massimo sulla statale che da Segrate porta a Milano, con il casco che rischia di volare via lasciando scoperto il cervello, con in bocca il sapore di una sigaretta al mentolo, con il petto gonfio di orgoglio per la partita a biliardino vinta, alle 2 e 45 del mattino di un mercoledì che si preannuncia devastante, partorisco la seguente equazione.

Lesbica sta a omosessuale donna come frocio sta a omosessuale uomo. Beninteso, le parole.

Post dedicato a Nanomondano.

14 commenti:

nanomondano ha detto...

GRAZIE AMORE MIO

Paola ha detto...

Ma davvero? Io non credo

Sweet ha detto...

Non credo nemmeno io. Dipende le parole in bocca a chi sono.

Gaia ha detto...

E' vero, è controverso il discorso.

Questa è la mia visione se parliamo di opinione pubblica, quindi della Massa italiana.

Ma non scarto del tutto la possibilità che le cose stiano cambiando.

valeria manieri ha detto...

dovremmo parlare della mia teoria delle persone che si innamorano di altre persone...

se partissimo tutti da questo concetto, che la gente sia munita o meno di un pisello importerebbe a pochi.
perché c'è un concetto traviante nella parola "omosessuale" cioè il fatto che tutto si riconduca al sesso...un po' bestiale se vogliamo.. e non alla affettività, che è senz'altro una sfera più misteriosa, complessa e meno banalizzabile.

perché dobbiamo etichettare tutto?
sei convinta che sia conveniente e anche così netto il confine tra etero omo, lesbica, frocio...?
non è meglio parlare di persone che si innamorano di altre persone?
quella forse è la chiave...
e secondo me poi sono più del 10 per cento:-)

valeria

piattaforma.ilcannocchiale.it

Sweet ha detto...

vedi Valeria, io sono contro questa generalizzazione... il mondo non è fatto solo di persone che si innamorano di persone. C'è chi si innamora di un sesso ben specifico, sia questo il loro stesso oppure quello opposto, e cercare di "romanticizzare" l'innamoramento non cambia questo fatto.
Omosessuale sembra riferirsi solo al sesso? Verissimo, ma il più nuovo "omoaffettivo" è per me un termine ridicolo, che vuole edulcorare il semplice fatto che, che piaccia o no, in una relazione amorosa ci sono anche rapporti sessuali. Quindi cosa sarebbe un "omoaffettivo"? Uno che si innamora del suo sesso, ma poi non ci va a letto? Un po' improbabile, non ti pare...?

Le categorie servono alle persone, anche per capire il loro posto nel mondo. Ad alcuni piacciono, ad altri no. Quelli a cui piace categorizzarsi hanno tutto il diritto di farlo. Io sono lesbica o gay od omosessuale. Non omoaffettiva. Non una persona che si innamora di altre persone.

SaintJust ha detto...

Quindi dal punto di vista teorico, seguendo il tuo ragionamento, io dovrei rispondere a chi mi chiede (dopo avergli parlato della mia ragazza): "ma i tuoi sanno che sei lesbica?" No, non sono lesbica sono solo una persona innamorata di un altro essere umano del suo stesso sesso e con cui fa anche del sano e divertente sport orizzontale?
No no... io sono proprio lesbica, ma lesbica lesbica... a parte il tempo risparmiato nel dire: sono lesbica, o sono omossessuale piuttosto che fare tutto un discorso a mo' di volo pindarico per dire la stessa identica cosa, ma senza dirla; a parte che tra frocio e lasbica c'è una bella differenza di significato, consideranto l'origine dei due termini... il primo è nato come termine dispregiativo e non certo per gli omosessuali, a loro è stato collegato a causa del fatto che fosse credenza diffusa, a roma, che il popolo indicato col termine frocio fosse fatto solo di pedofili e pederasti (che è una bella pesantata volendo XD).
Le parole e le categorie servono, è inutile discuterne, usiamo catalogare tutto nella vita, qualsiasi persona e qualsiasi avvenimento, è insito nell'animo umano e pertanto a me sta più che bene che mi definiscano lesbica, così come mi sta benissimo definirmici.

valeria manieri ha detto...

veramente io non ho escluso la sfera sessula, semmai la "espando". affettività comprende la sessualità.ma mi chiedo perché si debba mettere una targhetta. se è appunto una cosa normale come io credo innamorarsi a prescindere dal fatto che una persona sia o meno del nostro stesso sesso, perché naturale è innamorarsi in generale e ancor più in generale lo è fare sesso con altro da me, mi chiedo che senso abbia continuare a ragionare per categorie. tutto qui.
la rivoluzione sarebbe proprio sdoganare questi ghetti.
primo perché la sessualità esattamente come il sentimento sono un divenire continuo (e non strettamente per il fatto che si debba cambiare inclinazione affettiva o sessuale, ma proprio perché tutti ogni giorno cambiamo e siamo diversi), secondo perché essere etero o omo non è un valore in sé e neppure un modo di orientarsi nell'universo del sesso o dei sentimenti.
cioè non è che siccome possono piacermi più le donne o gli uomini o solo le donne o gli uomini devo necessariamente definirmi in quanto appartenente a una categoria.
razza umana, persona, non basta, mi chiedo?
guardate che la rivoluzione e il pregiudizio è bilaterale. sia per chi definisce magari con disprezzo che per chi necessariamente si sente più al sicuro nel ghetto. definizione per carità legittima, ma a mio parere ristretta.
ovviamente lo dico col massimo rispetto. si sarà capito credo che sono open mind.:-)

un caro saluto

valeria

valeria manieri ha detto...

ps: e come potrei non esserlo aggiungo essendo radicale. ma forse sono troppo romantica. e tutto ha bisogno di un nome. ma pensavo e speravo si potesse chiamare solo persona, sesso o amore.

parafrasando l'orrido Moccia, scusa se lo chiamo amore:-)

Gaia ha detto...

L'amore c'è in tutti i casi, e questo non mi sembra in discussione.

Sono dell'idea, però, avendolo sperimentato sulla pelle, che per quanto antipatiche, ghettizzanti, eccetera, le categorie o il definirsi lesbica aiuti in primo luogo la persona per capire meglio cosa sta attraversando.

Molto più facile che essere diversi nell'indefinito.

Quando arrivi a definirti o a categorizzarti, in un certo senso, il peggio è passato.

valeria manieri ha detto...

ok...ma poi non conviene superare l'omologazione lesbica? che secondo me è perfino riduttiva...

ps: lo so, sono arrivata a portare questa concezione molto radicale sulla affettività/sessualità... spero mi perdonerete;-)

Sweet ha detto...

lesbica in sé come parola non omologa proprio un bel niente infatti vedrai che tra la gente che si definisce lesbica ci sono duemila diverse tipologie di donne che spesso non hanno niente a che spartire l'una con l'altra.

che molte lesbiche poi scelgano di omologarsi e avere tutte lo stesso identico aspetto, non è perché sono lesbiche, è perché sono pecore, del resto questo lo fanno anche le etero.
la gente che alza la testa e riesce a essere UN INDIVIDUO, a questo mondo, è molto poca. in effetti anche tutto il discorso che uno si innamora di una persona e non del suo sesso ha ben poco di individuale/originale come discorso... lo fanno milioni di persone che per un motivo o per l'altro hanno problemi con il termine lesbica o omosessuale...

Gaia ha detto...

Resto dell'idea che un'etichetta, o nome, o denominazione, o appellativo, o quel che si voglia, o si sceglie, o ce la si ritrova.

valeria manieri ha detto...

non sono molto d'accordo che lo facciano quelli che hanno un problema con la definizione di omosessuale.

è che in generale mi pare che l'affettività e la sessualtià abbia molta più fantasia degli appellativi che siamo soliti attibuire e attribuirci. niente in contrario con chi lo fa, ma io avrei difficoltà ad esempio a definirmi, nella misura in cui ci si mette tutta una vita a definirsi.
e partendo dall'assunto che de gustibus non disputandum est:-)