24 aprile 2009

Aspartame

Poniamo il caso che fossi a un pranzo di lavoro, con tre giovani donne.
E che, casual friday e un bicchiere di Coca light di troppo complici, si sia lasciato il campo semantico lavorativo per entrare il quello del gossip.

Poniamo il caso che si parlasse di uomini.
E che gli aspetti analizzati fossero dei grandi classici.
Primo appuntamento, secondo appuntamento, bello ma bastardo, bruttino ma dolce.

Poniamo il caso che sia stato necessario il mio intervento su ognuno di questi nodi cruciali.
E che io abbia risposto puntuale, quasi brillante.
Usando sempre, incorruttibile, la parola persona.

Ecco.
La Coca light mi ha lasciato un sapore sgradevole in bocca.
Aspartame puro.

3 commenti:

Federica/p.a. ha detto...

La parola persona basta a portare a casa la dignità, suvvia. Puoi cominciare a sentirti leccaculo solo quando arrivi ai pronomi maschili, con conseguente sapore dolceamaro.

Geco(l'amica della rana) ha detto...

ahahahah, avevo una collega che parlava al maschile ma si incasinava sempre e ogni tanto le scappava un femminile!concordo con federica, "persona" è ancora dignitoso in alcune situazioni.non si può aver sempre voglia di facce sbigottite.non in pausa pranzo.

Gaia ha detto...

No, no.
Il maschile, mai e poi mai.